«… voi siete presso di me…»
« Abitati da Lui, in compagnia di Lui, immersi in Lui »
alcuni momenti e scatti di ottobre e avvisi novembre 2026  Scarica l’articolo


Io sono con voi per sempre

Carissimi, le parole finali del Vangelo di Matteo sono commoventi e sono sorgente di pace profonda. È il Risorto che si rivolge alla comunità dei discepoli, con l’assicurazione di una promessa che non ha perso di attualità: «Ed ecco: io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). All’inizio del Vangelo Gesù è stato presentato come l’Emmanuele, cioè il Dio-con-noi (Mt 1,23). Al termine, il Risorto si manifesta esattamente e pienamente così, colui che è con noi, per sempre. Risorgere significa per Gesù andare al Padre, entrare anche con la sua umanità nel mondo di Dio. Ma questo suo andare al Padre vuol dire simultaneamente venire, continuamente e per sempre, tra i suoi discepoli. Il suo tornare al Padre non significa affatto abbandonare il mondo e, in primo luogo, la comunità dei credenti. Gesù non è un assente. Non è uno che ha vissuto per qualche tempo sulla Terra, per poi andarsene. Non è neppure un esempio mirabile da imitare, come ve ne sono tanti nella storia. Egli non è semplicemente un ispiratore dei suoi discepoli. Cristo risorto fa tutt’uno con loro, è una cosa sola con loro, viene continuamente tra loro: dobbiamo avere chiaro che questa non è una immagine simbolica, ma un fatto reale, che spiega la natura stessa della Chiesa, che è il suo corpo.

E’ la promessa di nostro Signore che trova pieno compimento nell’Eucaristia, cuore pulsante della vita cristiana. Da essa, la Chiesa, e ciascuno di noi trae la fonte inesauribile della sua santità, l’impulso della sua vitalità, la forza dell’unità, il vincolo della comunione, il principio della sua azione evangelica e l’anticipo della sua gloria. L’eucaristia dunque e’ il tesoro della Chiesa, il tesoro dei tesori, l’evento più importante della vita del cristiano e della cita della Chiesa.

Gesù affida ai discepoli un compito preciso: andare in tutto il mondo e insegnare a tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Scopo della missione è che il popolo di Dio sia presente «fra tutte le genti», ed è perciò indispensabile che il Vangelo di Cristo non sia precluso a nessuno. Ma scopo della missione è anche permettere che chi viene raggiunto dal Vangelo e vi aderisce liberamente venga battezzato e immerso, così, nella vita del Dio trinitario.

La comunità dei discepoli vive in presenza del risorto perché è abitata da Lui, è in compagnia di Lui. Essere o diventare cristiani significa vivere in comunione con Lui ed essere costantemente immersi nella vita stessa di Dio. Colpisce, leggendo i pochi versetti che concludono il primo Vangelo, la grande fiducia con cui il Risorto si rapporta alla sua comunità. Gli apostoli, cioè quanti sono inviati ad annunciare e battezzare, restano pur sempre discepoli. Così continuano a essere dei chiamati pure nel momento in cui sono mandati: ciò significa che sono missionari solo i discepoli, solo coloro cioè che non cessano di essere seguaci del Crocifisso Risorto, e che sono un tutt’uno con Lui. Questo getta una luce preziosa sul loro insegnamento: non sono mandati ad annunciare una verità loro, una dottrina di cui sarebbero maestri. Sono inviati a trasmettere ad altri la Verità che essi continuano ad apprendere e a ricercare. Sono mandati a indicare quel Risorto di cui rimangono essi stessi discepoli: sino alla fine della loro esistenza.

Sono peraltro discepoli feriti e fragili. L’evangelista Matteo sottolinea che sono «gli Undici», non più i Dodici, come all’inizio: perché Giuda ha tradito, è venuto meno. Gesù affida la missione a una comunità che ha fatto e fa l’esperienza del peccato, a una comunità fragile. Incontrando il Risorto i discepoli lo adorano, eppure viene menzionato il dubbio (Mt 28,17). Sono parole di difficile traduzione dal testo originale. Una cosa è certa: ci viene detto in modo chiaro che anche la comunità dei credenti è attraversata dal dubbio. Eppure è a questa comunità che Gesù affida di proseguire la sua missione.

Ecco il programma del mese di novembre 2026 – parrocchia Maria Speranza Nostra

Novembre

 

 

 

1

Domenica

S

Tutti i Santi

Ore 18.45 – veglia per tutti i defunti

2

Lunedì

 

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Messe ore 09.00 e alle ore 18.00

3

Martedì

m

San Martino de Porres, religioso

4

Mercoledì

M

San Carlo Borromeo, vescovo – ore 15.00 – incontro anziani

5

Giovedì

 

Dalle 15.30 alle 17.45 – Adorazione Eucaristica

6

Venerdì

 

 

7

Sabato

m

Santa Maria in sabato – ore 09.00 Gruppo Mariano

8

Domenica

 

XXXII Domenica del Tempo Ordinario

9

Lunedì

F

Dedicazione della basilica Lateranense

10

Martedì

M

San Leone Magno, papa e dottore della Chiesa

Ore 18.30 – Eucaristia e il cielo – momento formativo

11

Mercoledì

M

San Martino di Tours, vescovo – ore 15.00 – incontro anziani

12

Giovedì

M

San Giosafat, vescovo e martire

Dalle 15.30 alle 17.45 – Adorazione Eucaristica

13

Venerdì

 

 

14

Sabato

m

Raccolta alimentare

15

Domenica

 

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario

16

Lunedì

m

Santa Margherita di Scozia

17

Martedì

M

Sant’Elisabetta d’Ungheria, religiosa

18

Mercoledì

m

Dedicazione delle basiliche dei Santi Pietro e Paolo, apostoli

ore 15.00 – incontro anziani

19

Giovedì

 

Dalle 15.30 alle 17.45 – Adorazione Eucaristica

20

Venerdì

 

 

21

Sabato

M

Presentazione della Beata Vergine Maria

22

Domenica

S

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Ore 16.00 – battesimi

23

Lunedì

m

San Colombano, abate

24

Martedì

M

Santi Andrea Dung-Lac, sacerdote, e compagni, martiri

25

Mercoledì

m

Santa Caterina d’Alessandria – ore 15.00 – incontro anziani

26

Giovedì

 

Dalle 15.30 alle 17.45 – Adorazione Eucaristica

27

Venerdì

 

Ore 18.00 – Messa della medaglia miracolosa

28

Sabato

m

Santa Maria in sabato

29

Domenica

 

I Domenica di Avvento

Ore 17.00 – Adorazione Eucaristica

30

Lunedì

F

Sant’Andrea, apostolo


 

«… voi siete presso di me…»
« Abitati da Lui, in compagnia di Lui, immersi in Lui »
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Io sono con voi per sempre

Carissimi, le parole finali del Vangelo di Matteo sono commoventi e sono sorgente di pace profonda. È il Risorto che si rivolge alla comunità dei discepoli, con l’assicurazione di una promessa che non ha perso di attualità: «Ed ecco: io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). All’inizio del Vangelo Gesù è stato presentato come l’Emmanuele, cioè il Dio-con-noi (Mt 1,23). Al termine, il Risorto si manifesta esattamente e pienamente così, colui che è con noi, per sempre. Risorgere significa per Gesù andare al Padre, entrare anche con la sua umanità nel mondo di Dio. Ma questo suo andare al Padre vuol dire simultaneamente venire, continuamente e per sempre, tra i suoi discepoli. Il suo tornare al Padre non significa affatto abbandonare il mondo e, in primo luogo, la comunità dei credenti. Gesù non è un assente. Non è uno che ha vissuto per qualche tempo sulla Terra, per poi andarsene. Non è neppure un esempio mirabile da imitare, come ve ne sono tanti nella storia. Egli non è semplicemente un ispiratore dei suoi discepoli. Cristo risorto fa tutt’uno con loro, è una cosa sola con loro, viene continuamente tra loro: dobbiamo avere chiaro che questa non è una immagine simbolica, ma un fatto reale, che spiega la natura stessa della Chiesa, che è il suo corpo.

E’ la promessa di nostro Signore che trova pieno compimento nell’Eucaristia, cuore pulsante della vita cristiana. Da essa, la Chiesa, e ciascuno di noi trae la fonte inesauribile della sua santità, l’impulso della sua vitalità, la forza dell’unità, il vincolo della comunione, il principio della sua azione evangelica e l’anticipo della sua gloria. L’eucaristia dunque e’ il tesoro della Chiesa, il tesoro dei tesori, l’evento più importante della vita del cristiano e della cita della Chiesa.

Gesù affida ai discepoli un compito preciso: andare in tutto il mondo e insegnare a tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Scopo della missione è che il popolo di Dio sia presente «fra tutte le genti», ed è perciò indispensabile che il Vangelo di Cristo non sia precluso a nessuno. Ma scopo della missione è anche permettere che chi viene raggiunto dal Vangelo e vi aderisce liberamente venga battezzato e immerso, così, nella vita del Dio trinitario.

La comunità dei discepoli vive in presenza del risorto perché è abitata da Lui, è in compagnia di Lui. Essere o diventare cristiani significa vivere in comunione con Lui ed essere costantemente immersi nella vita stessa di Dio. Colpisce, leggendo i pochi versetti che concludono il primo Vangelo, la grande fiducia con cui il Risorto si rapporta alla sua comunità. Gli apostoli, cioè quanti sono inviati ad annunciare e battezzare, restano pur sempre discepoli. Così continuano a essere dei chiamati pure nel momento in cui sono mandati: ciò significa che sono missionari solo i discepoli, solo coloro cioè che non cessano di essere seguaci del Crocifisso Risorto, e che sono un tutt’uno con Lui. Questo getta una luce preziosa sul loro insegnamento: non sono mandati ad annunciare una verità loro, una dottrina di cui sarebbero maestri. Sono inviati a trasmettere ad altri la Verità che essi continuano ad apprendere e a ricercare. Sono mandati a indicare quel Risorto di cui rimangono essi stessi discepoli: sino alla fine della loro esistenza.

Sono peraltro discepoli feriti e fragili. L’evangelista Matteo sottolinea che sono «gli Undici», non più i Dodici, come all’inizio: perché Giuda ha tradito, è venuto meno. Gesù affida la missione a una comunità che ha fatto e fa l’esperienza del peccato, a una comunità fragile. Incontrando il Risorto i discepoli lo adorano, eppure viene menzionato il dubbio (Mt 28,17). Sono parole di difficile traduzione dal testo originale. Una cosa è certa: ci viene detto in modo chiaro che anche la comunità dei credenti è attraversata dal dubbio. Eppure è a questa comunità che Gesù affida di proseguire la sua missione.

Ecco il programma del mese di novembre 2026 – parrocchia Maria Speranza Nostra

Novembre

 

 

 

1

Domenica

S

Tutti i Santi

Ore 18.45 – veglia per tutti i defunti

2

Lunedì

 

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Messe ore 09.00 e alle ore 18.00

3

Martedì

m

San Martino de Porres, religioso

4

Mercoledì

M

San Carlo Borromeo, vescovo – ore 15.00 – incontro anziani

5

Giovedì

 

Dalle 15.30 alle 17.45 – Adorazione Eucaristica

6

Venerdì

 

 

7

Sabato

m

Santa Maria in sabato – ore 09.00 Gruppo Mariano

8

Domenica

 

XXXII Domenica del Tempo Ordinario

9

Lunedì

F

Dedicazione della basilica Lateranense

10

Martedì

M

San Leone Magno, papa e dottore della Chiesa

Ore 18.30 – Eucaristia e il cielo – momento formativo

11

Mercoledì

M

San Martino di Tours, vescovo – ore 15.00 – incontro anziani

12

Giovedì

M

San Giosafat, vescovo e martire

Dalle 15.30 alle 17.45 – Adorazione Eucaristica

13

Venerdì

 

 

14

Sabato

m

Raccolta alimentare

15

Domenica

 

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario

16

Lunedì

m

Santa Margherita di Scozia

17

Martedì

M

Sant’Elisabetta d’Ungheria, religiosa

18

Mercoledì

m

Dedicazione delle basiliche dei Santi Pietro e Paolo, apostoli

ore 15.00 – incontro anziani

19

Giovedì

 

Dalle 15.30 alle 17.45 – Adorazione Eucaristica

20

Venerdì

 

 

21

Sabato

M

Presentazione della Beata Vergine Maria

22

Domenica

S

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Ore 16.00 – battesimi

23

Lunedì

m

San Colombano, abate

24

Martedì

M

Santi Andrea Dung-Lac, sacerdote, e compagni, martiri

25

Mercoledì

m

Santa Caterina d’Alessandria – ore 15.00 – incontro anziani

26

Giovedì

 

Dalle 15.30 alle 17.45 – Adorazione Eucaristica

27

Venerdì

 

Ore 18.00 – Messa della medaglia miracolosa

28

Sabato

m

Santa Maria in sabato

29

Domenica

 

I Domenica di Avvento

Ore 17.00 – Adorazione Eucaristica

30

Lunedì

F

Sant’Andrea, apostolo


 

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