“Alzati! Guarda avanti, guarda l’orizzonte”

Alcuni momenti scatti e avvisi di maggio 2025  Scarica l’articolo

 

 

E’ difficile parlare di speranza.

Bisogna far capire invece che la speranza è parente stretta del realismo,

la tensione di chi, incamminandosi su una strada,

ne ha già percorso un tratto

e orienta i suoi passi, con amore e trepidazione,

verso il traguardo non ancora raggiunto.

E’ impegno robusto

che non ha da spartire nulla con la fuga.

Perché chi spera non fugge.

Si incarna nella storia, non si aliena.

Costruisce il futuro, non lo attende soltanto.

Ha la grinta del lottatore,

non la rassegnazione di chi disarma.

Ha la passione del veggente,

non l’aria avvilita di chi si lascia andare.

Cambia la storia, non la subisce.

Ricerca la solidarietà con gli altri viandanti,

non la gloria del navigatore solitario.

Tonino Bello.


Oggi guardiamo a Maria, Madre della speranza. Maria ha attraversato più di una notte nel suo cammino di madre. Fin dal primo apparire nella storia dei vangeli, la sua figura si staglia come se fosse il personaggio di un dramma. Non era semplice rispondere con un “sì” all’invito dell’angelo: eppure lei, donna ancora nel fiore della giovinezza, risponde con coraggio, nonostante nulla sapesse del destino che l’attendeva. Maria in quell’istante ci appare come una delle tante madri del nostro mondo, coraggiose fino all’estremo quando si tratta di accogliere nel proprio grembo la storia di un nuovo uomo che nasce. Quel “sì” è il primo passo di una lunga lista di obbedienze – lunga lista di obbedienze! – che accompagneranno il suo itinerario di madre. Così Maria appare nei vangeli come una donna silenziosa, che spesso non comprende tutto quello che le accade intorno, ma che medita ogni parola e ogni avvenimento nel suo cuore.

In questa disposizione c’è un ritaglio bellissimo della figura di Maria: non è una donna che si deprime davanti alle incertezze della vita, specialmente quando nulla sembra andare per il verso giusto. Non è nemmeno una donna che protesta con violenza, che inveisce contro il destino della vita che ci rivela spesso un volto ostile. È invece una donna che ascolta: non dimenticatevi che c’è sempre un grande rapporto tra la speranza e l’ascolto, e Maria è una donna che ascolta. Maria accoglie l’esistenza così come essa si consegna a noi, con i suoi giorni felici, ma anche con le sue tragedie che mai vorremmo avere incrociato. Fino alla notte suprema di Maria, quando il suo Figlio è inchiodato al legno della croce.

Fino a quel giorno, Maria era quasi sparita dalla trama dei vangeli: gli scrittori sacri lasciano intendere questo lento eclissarsi della sua presenza, il suo rimanere muta davanti al mistero di un Figlio che obbedisce al Padre. Però Maria riappare proprio nel momento cruciale: quando buona parte degli amici si sono dileguati a motivo della paura. Le madri non tradiscono, e in quell’istante, ai piedi della croce, nessuno di noi può dire quale sia stata la passione più crudele: se quella di un uomo innocente che muore sul patibolo della croce, o l’agonia di una madre che accompagna gli ultimi istanti della vita di suo figlio. I vangeli sono laconici, ed estremamente discreti. Registrano con un semplice verbo la presenza della Madre: lei “stava” (Gv 19,25), Lei stava. Nulla dicono della sua reazione: se piangesse, se non piangesse … nulla; nemmeno una pennellata per descrivere il suo dolore: su questi dettagli si sarebbe poi avventata l’immaginazione di poeti e di pittori regalandoci immagini che sono entrate nella storia dell’arte e della letteratura. Ma i vangeli soltanto dicono: lei “stava”. Stava lì, nel più brutto momento, nel momento più crudele, e soffriva con il figlio. “Stava”.

Maria “stava”, semplicemente era lì. Eccola nuovamente, la giovane donna di Nazareth, ormai ingrigita nei capelli per il passare degli anni, ancora alle prese con un Dio che deve essere solo abbracciato, e con una vita che è giunta alla soglia del buio più fitto. Maria “stava” nel buio più fitto, ma “stava”. Non se ne è andata. Maria è lì, fedelmente presente, ogni volta che c’è da tenere una candela accesa in un luogo di foschia e di nebbie. Nemmeno lei conosce il destino di risurrezione che suo Figlio stava in quell’istante aprendo per tutti noi uomini: è lì per fedeltà al piano di Dio di cui si è proclamata serva nel primo giorno della sua vocazione, ma anche a causa del suo istinto di madre che semplicemente soffre, ogni volta che c’è un figlio che attraversa una passione. Le sofferenze delle madri: tutti noi abbiamo conosciuto donne forti, che hanno affrontato tante sofferenze dei figli!

La ritroveremo nel primo giorno della Chiesa, lei, madre di speranza, in mezzo a quella comunità di discepoli così fragili: uno aveva rinnegato, molti erano fuggiti, tutti avevano avuto paura (cfr At 1,14). Ma lei semplicemente stava lì, nel più normale dei modi, come se fosse una cosa del tutto naturale: nella prima Chiesa avvolta dalla luce della Risurrezione, ma anche dai tremori dei primi passi che doveva compiere nel mondo.

Per questo tutti noi la amiamo come Madre. Non siamo orfani: abbiamo una Madre in cielo, che è la Santa Madre di Dio. Perché ci insegna la virtù dell’attesa, anche quando tutto appare privo di senso: lei sempre fiduciosa nel mistero di Dio, anche quando Lui sembra eclissarsi per colpa del male del mondo. Nei momenti di difficoltà, Maria, la Madre che Gesù ha regalato a tutti noi, possa sempre sostenere i nostri passi, possa sempre dire al nostro cuore: “Alzati! Guarda avanti, guarda l’orizzonte”, perché Lei è Madre di speranza.
Papa Francesco.

 

Maggio 2025

 

 

 

1

Giovedì

m

San Giuseppe, artigiano

Dalle 09.30 alle 17.45 – adorazione eucaristica continua

2

Venerdì

M

Sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa

3

Sabato

F

Santi Filippo e Giacomo, apostoli

Ore 15.00 – oratorio festivo

4

Domenica

 

III Domenica di Pasqua – ore 10,30 – PRIME COMUNIONI

5

Lunedì

 

 

6

Martedì

 

 

7

Mercoledì

 

Ore 15.00 – pensionati e amici

8

Giovedì

 

Dalle 09.30 alle 17.45 – adorazione eucaristica continua

9

Venerdì

 

Ore 17 – Rosario al parco sempione

10

Sabato

m

San Giovanni d’Avila, presbitero e dottore della Chiesa

Ore 15.00 – oratorio festivo

Ore 09.00 – cammino giubilare gruppo mariano

Festa della mamma – attività volontariato vincenziano

11

Domenica

 

IV Domenica di Pasqua – PRIME COMUNIONI

Festa della mamma – attività volontariato vincenziano

12

Lunedì

m

Santi Nereo e Achilleo, martiri

13

Martedì

m

Nostra Signora di Fatima

14

Mercoledì

F

San Mattia, apostolo – Ore 15.00 – pensionati e amici

15

Giovedì

 

Dalle 09.30 alle 17.45 – adorazione eucaristica continua

16

Venerdì

 

Ore 17.00 – rosario in chiesa

Ore 19.00 – cammino giubilare gruppo fede e vita

17

Sabato

 

Ore 15.00 – oratorio festivo

Ore 16.00 – cammino giubilare coro sabato

Ore 19.00 – cena circolo

18

Domenica

 

V Domenica di Pasqua – CRESIME

19

Lunedì

 

 

20

Martedì

m

San Bernardino da Siena, sacerdote

21

Mercoledì

m

Santi Cristoforo Magallanes, sacerdote, e compagni, martiri

Ore 15.00 – pensionati e amici

22

Giovedì

m

Santa Rita da Cascia, religiosa

Dalle 09.30 alle 17.45 – adorazione eucaristica continua

23

Venerdì

 

Ore 17.00 – Rosario al parco sempione

24

Sabato

 

Ore 15.00 – oratorio festivo

25

Domenica

 

VI Domenica di Pasqua – FESTA PATRONALE E PRANZO COMUNITARIO

26

Lunedì

M

San Filippo Neri, sacerdote

27

28

Martedì

mercoledì

m

Sant’Agostino di Canterbury, vescovo

Ore 15.00 – gruppo pensionati e amici

29

Giovedì

m

San Paolo VI, papa

Dalle 09.30 alle 17.45 – adorazione eucaristica continua

30

Venerdì

 

 

31

Sabato

F

Visitazione della Beata Vergine Maria

 

© 2018 Parrocchia Maria Speranza Nostra - Torino
Seguici :