«… voi siete presso di me…»
«La parola che accogliamo, la concepiamo… e la partoriamo»
alcuni momenti e scatti di settembre e avvisi dicembre2025 Scarica l’articolo
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Due donne, due destini. Eva e Maria. Tutte e due nate nell’originale purezza e grazia. Eva, la madre di tutti gli uomini secondo il racconto del libro della Genesi, e il primo uomo Adamo vivono nello stato puro di grazia, non conoscono malattie, cattiverie, egoismo. Sono assorbiti dalla luce radiosa di Dio, dallo Spirito vivificante, vedono Dio. Uno stato perfetto di uomo e donna caratterizzati da armonia, bellezza e pienezza di tutte le loro facoltà umane. Godono della conoscenza piena di Dio e del mondo, della verità di loro stessi e di tutto il creato. Godono dei beni che Dio ha dato a loro e provano piacere profondo nell’interagire con Dio e con tutte le altre creature delle quali sono posti come custodi. Godono della libertà di muoversi, di pensare, di decidere. La loro volontà è orientata verso Dio, verso quello che è bello, vero e pieno. Eppure, ad un certo momento, Eva vuole provare altre strade, altri piaceri, pensa che forse la distrazione proposta dal serpente può essere altrettanto allettante, e ci prova trascinando dietro a sé il marito Adamo. E così si avvelena la fonte della vita, le acque pure e rigeneranti della vita diventano all’improvviso sporche ed Eva comincia a conoscere, non solo l’albero della conoscenza del bene e del male, ma anche a sperimentare i dolori del suo corpo e della sua anima, l’angoscia dell’esistenza e della insoddisfazione. I suoi figli diventano violenti e usurpatori. Non trascina solo il marito in questa triste storia, ma trascina tutto il creato e tutte le generazioni.
Un’altra donna, Maria di Nazaret, molti secoli dopo, nasce anch’essa nello stato puro di grazia, nasce immacolata. Nella incarnazione del figlio di Dio, nel concepimento di Gesù, Maria come Eva è riempita della grazia e potenza di Dio. Dio abita in lei, la possiede. È piena di grazia come le dice l’angelo Gabriele (Lc 1,28) mandato da Dio a dare l’annuncio della volontà di Dio di intervenire direttamente nella triste storia di Adamo ed Eva, e restituire all’uomo la vita perduta, di risanare la fonte avvelenata dal peccato, di salvare l’uomo.
Eva, ancora vergine e incorrotta accoglie e concepisce la parola datale dal maligno, dal serpente antico, dal Diavolo e partorisce la disobbedienza e la morte, afferma san Giustino, uno dei padri della Chiesa del primo secolo. Maria, anch’essa vergine e incorrotta accoglie e concepisce la Parola comunicatele dall’angelo Gabriele e partorisce la vita, la salvezza, Dio stesso nel suo Figlio. Ecco il mistero, la gioia, la grazia che celebriamo nella solennità dell’Immacolata Concezione della beata vergine Maria. Per grazia singolare, Dio concede all’umanità in Maria la possibilità di nascere in quella condizione originale che era di Adamo ed Eva, perché ella, vergine e incorrotta, cioè senza essere macchiata dall’eredità peccaminosa dei primi genitori, potesse, nella sua libertà, accettare la proposta di Dio, di poter udire e quindi concepire la vera Parola, quella di Dio che genera la vita. Celebriamo pure la grandezza della libertà di Maria. Anche se vergine e incorrotta, possiede la libertà di scegliere, e la sua scelta, la sua libertà diventano possibilità di vita per l’intera umanità. Con la sua scelta, Maria dispone l’umanità a ospitare Dio nella sua carne, e, sempre in Maria, Dio ridona nuovamente all’umanità la possibilità di una nuova vita, bella, incorrotta, pura. Nell’ospitalità reciproca tra Dio e l’umanità in Maria e in Gesù, Dio ha la possibilità di diventare uomo e l’uomo ha la possibilità di partecipare definitivamente alla vita piena di Dio, alla vita della Trinità. L’uomo può godere di nuovo e nella sua pienezza la sua vera vita: conoscenza piena di Dio, una volontà orientata a desiderare e a ottenere il vero amore che gli porta pienezza del suo essere, la guarigione di tutte le sue malattie, fisiche e morali.
Nel battesimo, a ogni cristiano, ad ognuno di noi è stata restituita la grazia originale, e, come in Eva e in Maria, la differenza sta nella libertà di scegliere quale parola accogliere. Ogni parola che accogliamo la concepiamo e ogni concepimento porta a partorire. Si può accogliere una parola che, quando si annida in noi e cresce in noi porta all’annullamento di ciò che è vero, buono e bello in noi, alla morte di ogni relazione, di ogni speranza per noi e per gli altri, alla distruzione delle comunità. Così fece Eva nella sua disobbedienza. Possiamo anche accogliere la Parola che quando si annida e cresce in noi, come in Maria, porta alla salute, alla libertà vera, all’amore completo. La solennità dell’Immacolata Concezione, nel cuore dell’avvento è un faro. Il Natale è quel partorire la vita, la pace, la pienezza. Quel Dio – uomo che nasce dalla vergine, e che nasce in noi dà la possibilità per ognuno di noi e le nostre comunità di diventare uomo- Dio, per partecipazione e incorporazione alla vita vera “dove non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate”. (Ap 21,4). Buon cammino di avvento a tutti.
Ecco il programma del mese di dicembre 2025 – parrocchia Maria Speranza Nostra
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Dicembre |
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| 1 | Lunedì | ||
| 2 | Martedì | Ore 20.45 – incontro unitario giovani | |
| 3 | Mercoledì | M | San Francesco Saverio, sacerdote- ore 15.00 – pensionati e amici |
| 4 | Giovedì | m |
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| 5 | Venerdì | ||
| 6 | Sabato | m |
San Nicola, vescovo – ore 09.00 – Messa gruppo Mariano; Ore 15.00 – oratorio festivo, ore 16.30 – catechismo |
| 7 | Domenica | II Domenica di Avvento – festa di adesione AC | |
| 8 | Lunedì | S | Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria – orari messa festivo |
| 9 | Martedì | m | |
| 10 | Mercoledì | m | Maria Santissima di Loreto – ore 12.00 – pranzo natalizio pensionati |
| 11 | Giovedì | m |
San Damaso I, papa
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| 12 | Venerdì | m | Nostra Signora di Guadalupe |
| 13 | Sabato | M |
Santa Lucia, vergine e martire
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| 14 | Domenica |
III Domenica di Avvento «Gaudete» Banco gruppo caritativo |
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| 15 | Lunedì | ||
| 16 | Martedì | Inizio novena di natale inserita nella messa delle ore 18.00 | |
| 17 | Mercoledì |
ore 15.00 – pensionati e amici Ore 20.30 – INCONTRO UP CON L’ARCIVESCOVO – ospitalità cristiana |
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| 18 | Giovedì | Dalle 03.30 alle 17.45 – adorazione eucaristica continua | |
| 19 | Venerdì | ORE 20.30 – CONCERTO DI NATALE | |
| 20 | Sabato |
Ore 15.00 – FESTA NATALE ORATORIO. Ore 14.30 – confessioni ragazzi cresima |
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| 21 | Domenica | IV Domenica di Avvento | |
| 22 | Lunedì | ||
| 23 | Martedì | m | San Giovanni da Kety, sacerdote |
| 24 | Mercoledì | Messa della vigilia di natale ore 22.30 | |
| 25 | Giovedì | S | Natale del Signore – Messe orario festivo |
| 26 | Venerdì | F | Santo Stefano, primo martire |
| 27 | Sabato | F | San Giovanni, apostolo ed evangelista |
| 28 | Domenica | F | Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe |
| 29 | Lunedì | m | San Tommaso Becket, vescovo e martire |
| 30 | Martedì | ||
| 31 | Mercoledì | m | San Silvestro I, papa ore 18.00 – Messa di ringraziamento con TE DEUM |
«… Il problema è la nostra tristezza»
“Carissimi, il 1° dicembre ci sarà, come di consueto, il ricordo nella preghiera di san Charles de Foucauld. … È una gioia per noi ricordare il nostro Santo e rammentare a tutta la Chiesa che la sua testimonianza è proposta come modello di vita cristiana. Quando penso alla sua attualità, la cosa che mi colpisce maggiormente è il suo aver vissuto in anticipo lo stato di fatica e tristezza nel quale versa la Chiesa di oggi! Quando vai per parrocchie, senti sempre discorsi nostalgici di un passato che non c’è più! Nostalgie di processioni, sagre, ma non solo… anche di campiscuola, gruppi giovanili, belle attività. Se poi giri per conventi o seminari, il ritornello è sempre quello: poche vocazioni, come faremo ad andare avanti?
Papa Francesco, nella Evangelii Gaudium, ci ha smascherati: «Si sviluppa la psicologia della tomba, che poco a poco trasforma i cristiani in mummie da museo. Delusi dalla realtà, dalla Chiesa o da se stessi, vivono la costante tentazione di attaccarsi a una tristezza dolciastra, senza speranza, che si impadronisce del cuore […]Per tutto ciò mi permetto di insistere: non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione!»
Il problema è la nostra tristezza, legata al non vedere più una Chiesa come quella del passato.
San Charles ha vissuto la stessa fatica.
Scriveva al suo padre spirituale: «Ho ormai cinquant’anni: quale messe dovrei aver raccolto per me e per gli altri! Invece mi trovo nella miseria e nella privazione e agli altri non ho procurato il minimo bene… Poiché dai frutti si conosce l’albero, posso sapere ciò che sono» (A don Huvelin, 1° gennaio 1908). In effetti voleva fondare un ordine religioso, ma non arrivò nessuno; voleva convertire i Tuareg ma non ebbe risultati… Anche lui sembra affetto dall’attuale “depressione pastorale-vocazionale”. Come la vive? Non sprofonda nella tristezza, ma vive tutto nell’abbandono a Dio, nella fiducia in Dio. Questo abbandono, questa fiducia ci mancano, perché spesso pretendiamo di valutare i frutti con criteri “mondani” e non con quelli del regno di Dio.
Chiediamo al Signore di cambiare con la fede il nostro sguardo.
Non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione, come ha sollecitato papa Francesco.
Scriveva san Charles: «Non temiamo… Gesù è con noi, ci vede remare, ci vede affaticarci invano, vede i nostri abbattimenti, le nostre colpe, i nostri peccati e ci dice di sperare. […] Non scoraggiamoci […] Egli ci ama. Continuiamo soltanto a remare, remiamo fino alla fine, è tutto quello che Egli richiede da noi»
Non fermiamoci per contarci, non ci voltiamo al passato, non culliamoci nella nostalgia. Remiamo, il Signore è con noi! (Gabriele, fratello priore Comunità Jesus Caritas)


